DON JOSÈ LA SFERA DI BUGA: una storia straordinaria per un uomo semplice

Mag 6, 2026 | Blog

Prima ancora delle analisi tecniche, degli studi sui materiali e dell’attenzione internazionale, il caso della Sfera di Buga nasce da un incontro inatteso: quello di Don José con un oggetto che avrebbe cambiato, in modo concreto, la sua vita e quella della comunità in cui vive.

Durante il mio ultimo viaggio in Colombia ho avuto l’opportunità di incontrarlo direttamente nel suo luogo di lavoro, dove da quasi sedici anni porta avanti un’attività semplice e quotidiana. Un lavoro umile, come lo definisce lui stesso, attraverso il quale è riuscito a sostenere la sua famiglia e a mandare avanti i suoi figli.

È proprio in questo contesto, lontano dai riflettori e dalle grandi narrazioni mediatiche, che emerge il lato più umano di una vicenda che ha fatto il giro del mondo.

Don José racconta che il 2 marzo 2025 si trovava alla “Loma De La Cruz” insieme a un amico, mentre praticava il suo hobby di ricerca di oggetti antichi munito di metal detector. A un certo punto vide passare rapidamente un oggetto nel cielo e, inizialmente, pensò si trattasse di un uccello. L’oggetto però tornò indietro, iniziò a muoversi in modo anomalo e a compiere giri sopra la zona.

Secondo il suo racconto, la sfera sorvolò diversi punti della città, poi si diresse verso di loro. Dopo aver colpito dei cavi, cambiò traiettoria e atterrò. Fu allora che Don José si avvicinò e la raccolse.

Da quel momento, la sua vita non è più stata la stessa.

All’inizio non voleva esporsi. Temeva che raccontare pubblicamente quanto accaduto potesse farlo apparire come una persona fuori di testa. Solo dopo mesi di verifiche, studi e approfondimenti, e dopo il confronto con Jaime Maussan e altri ricercatori, decise di metterci la faccia. Fu allora che il suo nome iniziò a circolare, prima in Colombia, poi in Messico, fino ad arrivare all’attenzione internazionale.

Nel corso dell’intervista, Don José racconta con semplicità anche gli effetti concreti che questa vicenda ha avuto nella sua quotidianità. Molte persone hanno iniziato ad andare a trovarlo, a chiedergli informazioni sulla sfera, a visitare il suo luogo di lavoro e scattare fotografie insieme. Il luogo del ritrovamento è diventato un punto di interesse, mentre a Buga si è lavorato anche alla realizzazione di un monumento dedicato alla sfera, frutto dell’impegno della comunità locale.

Questo è uno degli aspetti più significativi della testimonianza: il caso della Sfera di Buga non riguarda soltanto un oggetto misterioso, ma anche le conseguenze che un evento simile può avere su una persona, su una famiglia, su una città e su una comunità intera.

Don José racconta di sentirsi orgoglioso di quanto accaduto, perché considera questa esperienza qualcosa di unico. Allo stesso tempo, conserva un atteggiamento semplice e diretto. Quando i suoi familiari o i suoi amici si sentono quasi in soggezione nei suoi confronti, lui ricorda che tutto deve rimanere come prima, perché più una persona resta umile, meglio è.

Durante il confronto emerge anche un altro elemento importante: Don José non vive questo episodio come un fatto isolato. Racconta di aver osservato altri fenomeni nel corso della sua vita, fin da quando era bambino, e di aver ricevuto negli ultimi tempi segnalazioni da persone della zona che affermano di aver visto sfere o oggetti insoliti. Secondo lui, oggi il fatto di essere conosciuto gli permette di fare da ponte: raccogliere testimonianze che altrimenti molte persone avrebbero paura di raccontare, per timore di non essere credute.

Questa intervista è stata resa disponibile in anteprima per gli abbonati, che hanno avuto l’opportunità di seguirla integralmente all’interno dell’area riservata. È uno dei capitoli del lavoro di ricerca sul campo, attraverso la condivisione non solo di dati e analisi, ma anche di testimonianze dirette raccolte nei luoghi in cui gli eventi si sono verificati.

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La testimonianza di Don José ci ricorda che comprendere un fenomeno non significa soltanto analizzare immagini, materiali o ipotesi interpretative. Significa anche ascoltare chi ha vissuto direttamente l’esperienza, osservare il contesto in cui tutto è avvenuto e comprendere quali effetti abbia prodotto nella vita reale delle persone coinvolte.

Nel caso della Sfera di Buga, il racconto di Don José aggiunge un tassello fondamentale: quello umano. Dietro un caso che oggi viene studiato e discusso a livello internazionale c’è un uomo semplice, un luogo di lavoro, una comunità che si è mobilitata e una vicenda che continua a generare domande.

Ed è proprio da queste storie, raccolte sul campo e ascoltate senza pregiudizio, che può nascere una comprensione più ampia di ciò che sta accadendo.

👉 L’intervista completa sarà disponibile in première venerdì 8 maggio alle ore 21.00 sul canale YouTube PierGiorgioCaria59: un’occasione per ascoltare direttamente la voce di Don José e comprendere meglio il contesto umano da cui ha preso avvio il caso della Sfera di Buga.

 

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