Anche lo scorso lunedì ho partecipato a let’s spend tonight together di Red Ronnie, per discutere delle nuove avvincenti scoperte scientifiche di questa sfera che ha fatto il giro del mondo.
Da tempo, infatti, si parla con crescente interesse della cosiddetta “Sfera di Buga”, un oggetto misterioso atterrato in Colombia, che ora sta anche facendo discutere testate giornalistiche importanti come Corriere della Sera, Dagospia, Fanpage e persino Wikipedia, che ha dedicato una pagina a questo fenomeno. Non si tratta di un fake, perché se lo fosse stato, nessuno si sarebbe preso la briga di approfondirlo o sarebbe stato scoperto immediatamente.
In questo collegamento, ho potuto presentare una serie di incredibili nuovi dettagli su questa sfera, che ormai riteniamo certamente di origine extraterrestre e che è stata oggetto di uno studio scientifico ufficiale svolto dalla prestigiosa Università messicana UNAM. Gli scienziati hanno confermato che in uno dei punti neri al centro della sfera vi sono 52 fibre ottiche di diversi diametri, comprese tra 40 e 350 micron, con un diametro medio di circa 210 micron. La relazione di oltre 50 pagine, redatta da esperti della UNAM, è il frutto di uno studio rigoroso e scientifico che coinvolge prove metallurgiche e analisi microscopiche dettagliate. Si ritiene, quindi, che la sfera funzionerebbe come un vero e proprio scanner/sonda volante: i cerchietti neri visibili sulla sua superficie contengono fibre ottiche di dimensione micrometrica che raccolgono dati dall’ambiente circostante e probabilmente li trasmettono a sensori interni. Con buona pace di scettici e negazionisti che prendono una posizione solo sul sentito dire e senza uno straccio di prova seria.
Questa sfera, contrariamente a quanto affermato da alcuni scettici, non è precipitata, ma è letteralmente atterrata, volontariamente, lasciando un messaggio chiaro di presenza e volontà di comunicazione tra le civiltà del cosmo e la Terra.
Abbiamo anche fatto un accenno delle analisi metallurgiche che hanno rivelato una lega di alluminio sconosciuta e una tecnica di assemblaggio non convenzionale, forse una forma di saldatura con tecnologia avanzata di cui si sono perse le tracce sulla Terra, ma nota a civiltà del passato come quella Atlantidea. Questa tecnologia è di gran lunga superiore a quella terrestre e data la forma rilevata dalla tomografia, si ipotizza che si basi su principi simili a quelli delle torri di Tesla, capaci di estrarre energia dal campo magnetico terrestre in modo illimitato.
Il contesto geopolitico, con la recentissima ondata di UFO presentata come “droni”, non è estraneo a questa vicenda. Da oltre due anni gli Stati Uniti sono “controllati a vista” da presenze extraterrestri, i cui droni penetrano le basi militari più protette, senza che le autorità sappiano come reagire. Anche Buga, dove si trova una delle basi militari più importanti della Colombia, è stata teatro di questo fenomeno, con la sfera che ha sorvolato senza problemi i sistemi antidrone presenti.
Jaime Maussan, giornalista e divulgatore coraggioso, ha reso pubblici i risultati scientifici e le immagini della sfera, insistendo sul fatto che la trasparenza è fondamentale per superare divisioni politiche e sociali, aprendo un nuovo capitolo della storia del contatto con le civiltà extraterrestri.
In un momento storico segnato da guerre e conflitti, questo evento rappresenta un segnale di speranza e un invito alla pace. La Sfera di Buga non è solo un reperto straordinario, ma una chiave per aprire le porte dell’universo, un simbolo tangibile che testimonia come il contatto extraterrestre non sia più solo una leggenda, ma una realtà scientificamente studiata e documentata.
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