• EXTRATERRESTRI ANCESTRALI IN MESSICO: intervista all’Ing. David Avila Roldàn (Prima parte)

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    Come si può riconoscere un oggetto mai visto prima ed intuire a cosa serve? È uno degli episodi più singolari che David Ávila Roldán mi ha raccontato durante il nostro incontro a Città del Messico. Tutto comincia con alcuni piccoli manufatti provenienti da Tula, ricevuti in regalo dal fratello. Mentre li estraeva dalla borsa, David si accorgeva di riconoscerli. Una piccola sfera di ceramica, per esempio: prima ancora di agitarla e sentirne il suono, aveva già capito che fosse un sonaglio. Non sapeva spiegarsi da dove arrivasse quella familiarità. Ha così deciso di recarsi a Tula e cercare più nel dettaglio l’origine degli oggetti. Quella curiosità lo ha portato davanti a manufatti ben più enigmatici. Nella prima parte dell’intervista mi mostra incisioni che interpreta come scene di vita e rappresentazioni della creazione di esseri ibridi, attraverso fasi successive. Figure con caratteristiche umane e animali, crani allungati e abiti che riconduce alla cultura tolteca: che cosa volevano raccontare gli autori di quelle immagini? Per approfondire, ci spostiamo sul luogo dei ritrovamenti. Il proprietario del terreno ci accompagna tra gli scavi e ricorda ciò che la sua famiglia trovava durante la costruzione delle abitazioni. Alcuni oggetti, racconta, venivano gettati nel fiume; altri […]

  • EXTRATERRESTRI ANCESTRALI IN MESSICO: intervista all’Ing. David Avila Roldàn (Seconda parte)

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    Come è possibile che manufatti così insoliti emergano dai terreni intorno a Tula e non trovino spazio nel racconto archeologico di quel luogo? Nella seconda parte della mia intervista, David Ávila Roldán affronta questa domanda partendo dalle critiche alle ricerche condotte nel sito. Mi parla di un rapporto sul lavoro dell’archeologo Jorge Acosta e racconta la presunta distruzione di resti di una città durante la costruzione di un gasdotto. Vicende che lo portano a sospettare che, oltre agli errori, possa esserci stato un occultamento intenzionale. Ma quali elementi sostengono questa lettura? Il dialogo ci conduce poi davanti a oggetti che reagiscono alla luce ultravioletta e a incisioni che Roldán collega a culture lontane e ai simboli comparsi sulla sfera di Buga. Nella sua interpretazione, questi manufatti potrebbero custodire tracce di antichi contatti con esseri non umani. E se fossero stati deposti sotto terra intenzionalmente, per lasciare un messaggio a chi li avrebbe ritrovati? Gli chiedo come affronta il dubbio delle riproduzioni moderne. Alcune analisi sono state svolte, altre datazioni sono ancora attese. Il suo invito è a indagare, confrontare e cercare riscontri prima di decidere che cosa sia vero o falso. Abbonati per visionare la seconda parte dell’intervista completa e […]